Festival Agave di Cristallo

Articolo tratto da : Mymovies.it

Lunedì 31 Maggio 2010

Un mare di cinema: Lerici 2010

di Pino Farinotti

Rutger Hauer  

Si è appena conclusa la sesta edizione del festival Agave di Cristallo, che premia i migliori dialoghi cinematografici e, da quest’anno, promuove nuove realtà creative con il programma Un Film Parlato, titolo questo che ci rimanda immediatamente a Manoel de Oliveira, premio Lerici alla Carriera, conferitogli al festival di Cannes dal presidente della Giuria internazionale Michele Levieux. Al Cinecittà-Luce Pavillon di Cannes era stato presentato anche il ricco programma dell’Agave, nella nuova direzione artistica di Kyara van Ellinkhuizen, che spaziava dalla prima proiezione italiana del docudrama sugli scandali della pedofilia in ambiente cattolico Hand of God, mai proiettato prima in Italia, all’anteprima mondiale del capolavoro di animazione Danny Boy, prodotto da Luc Toutounghi, premio Oscar (c) 2008 per Pierino il Lupo. La giuria italiana ha conferito l’Agave di Cristallo a Fuga dal call center di Rizzo, l’internazionale a Nostalgia de la luz del cileno Patricio Guzmán, tra astronomia e tragedia politica (la dittatura di Pinochet). La giuria popolare e quella giovanile hanno decretato il successo di L’estate d’inverno del giovanissimo Davide Sibaldi, milanese, con la protagonista Pia Lanciotti, impegnata in questi giorni nell’interpretazione di “Demoni” per la regia di Peter Stein, di L’uomo dalla bocca storta di Emanuele Salce sulla figura del padre Luciano, celebrato nel Lerici Salce Day, di I fratelli d’Italia di Roberto Quagliano, lungometraggio sulla diveristà affrontata in forma di commedia, di Spaghetti family, film di animazione di Bruno Bozzetto diretto da Giuseppe Laganà. Il Gran Premio Tributo a Rohmer è andato a Beatrice Romand, vincitrice della Fenice per la miglior attrice protagonista a Venezia nel 1982 con Le beau mariage di Rohmer, per la regia e l’interpretazione dello straordinario film verità Ma Mère, doppiato in italiano dal vivo al teatro Astoria in una straordinaria performance dalla debuttante ventiduenne carioca Alexandra Mercedes Alves, insieme all’attore e regista Fabrizio Caleffi, che ha animato la serata di gala di sabato, iniziato con un videocollegamento con Los Angeles, dove Rugter Hauer, il protagonista del cult Blade Runner, è stato premiato Best Film Quote of the Century per la farse “ho visto cose….”, proseguendo con la proclamazione del Dialoghista dell’Anno Pino Farinotti, delle Agavi di Cristallo della selezione ufficiale,con i premi speciali Open Lerici 2010 (un riconoscimento già toccato negli anni a Kitano, Greenaway, Meshkini) a Beatrice Romand, Miglior Adattamento (categoria per la prima volta in assoluto citata in un festival) ad Agora, il premio Un Film Parlato Giovani a Giulia Cacopardo per il format “Wake up, FarmBill”, presentato con un teaser interpretato da Mikko Freeman e Alexandra Alves, quest’ultima anche fashion testimonial della serata, ripresa da Rai2 e conclusa dalla regista italo-olandese Kyara van Ellinkhuizen in una prospettiva operativa internazionale.

Facciamo i baffi alla Gioconda e le scarpe alla Duchessa

Marcel Duchamp LHOOQQuando Duchamp fece i baffi alla Gioconda, si trattò di un gesto irriverente o di un colpo di genio?

Dump Blonde, ballerina del Moulin Rouge o attrice di un  burlesque a NYC, un po’ Marilyn, un po’ duchessa strafottente, alchemica, acida, molto acida (per uno storico, quasi tossica), è la Beatrice che Paul Renner ha realizzato per la mia “Duchessa con i tacchi a stiletto” (si veda copertina, Paul Renner, Dante e Beatrice, 2009).

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La Black Venus del Rock

La “Venere di BoSkintticelli” – comparsa fugacemente alla mia presentazione in settembre, adatta ad essere la testimonial di un rinomato shampoo -, la Venere Nera (che tutti sanno chi è), il riso venere che viene bene con gli scampi… e la Venere di Cioccolato, escort a cinque stelle in La duchessa con i tacchi a stiletto per il nostro Gian, avatar contemporaneo di Gian Galeazzo Sforza… Non poteva mancare a Milano la Black Venus del Rock! In una nuvola dorata, scalmanato diavolo di cristallo, domenica scorsa è apparsa lei sul palco: Skin, la cantante degli Skunk Anansie. (continua…)

La duchessa con i tacchi a stiletto

Sul finire del ‘400 Milano diventa capitale della moda. Nascono le prime creazioni della moda italiana, da insoliti atelier: i Castelli Sforzeschi di Milano e Vigevano. Taffetà, pregiatissima seta, velluti e broccati e perle, rubini, fili d’oro e diamanti decorano i modelli dell’ultima collezione.  Damigelle in passerella e primedonne posh noblesse oblige nel parterre. Poeti e pittori si trasformano in trendsetter reporter e paparazzi dai modi fin troppo garbati. Dietro le quinte l’art director più ambito del mercato: Leonardo da Vinci. La griffe? Non può essere che quella di Casa Sforza ideata e realizzata da lei, la duchessa di Milano in persona, Beatrice d’Este.
Ferrarese di nascita, duchessa di Bari e di Milano, cresciuta a Napoli alla corte aragonese del nonno, ha percorso con la sua vita tutta la penisola, portandoci alla scoperta di un pezzo della storia di Milano e della storia italiana poco conosciuto: il debutto della moda italiana nel mondo.
Questa figura ancor attuale, rivive nella contemporaneità post moderna, uscendo dai vecchi cliché delle biografie di personaggi storici…cope_web1

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Sul treno per Pavia, con l’i-POD nelle orecchie e i calzettoni a righe verdi e viola, Beatrice ascoltava a tutto volume l’ultimo single di Avril Lavigne e pensava a quel Ludovico che aveva conosciuto su Facebook tra i contatti di sua sorella Isabella. “Certo, nella foto non si vedeva bene, ma non mi sembrava poi tanto male.” L’affascinava il fatto che fosse molto più grande di lei e che già andasse all’università.  Aveva voglia di incontrarlo, ma voleva che fosse lui a chiederglielo. Non voleva passare per la solita ragazzina. Poi pensava a sua sorella, che s’era sposata da poco, al matrimonio. “Quanta gente! Belle le scarpe di mia cugina… ma tanto ne ho in mente un altro modello ancora più bello delle sue. Comunque di sposarmi non se ne parla proprio, io vado a convivere!”

 

Nell’agosto del 1488, per portare a compimento gli accordi nuziali già presi secondo i propri interessi politici, Ludovico il Moro aveva inviato a Napoli un ambasciatore…

Un inedito di Leonardo

Il profilo della giovane dama è di Bianca Sforza

Ma di quale Bianca Sforza si tratta?

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E il suo “coazzone” ci darà qualche indizio?

A riportare la notizia dell’attribuzione a Leonardo di un disegno su pergamena – fino ad oggi attribuito ad “Anonimo tedesco” – è il Corriere, il Times e Stile arte.

A mio avviso, però, con delle differenze sostanziali che lasciano spazio non solo ad alcune utili precisazioni, ma anche ad alcune considerazioni sulla datazione dell’opera.

Il volto della giovane donna – un Profilo nuziale di giovane dama – secondo gli studiosi sarebbe di Bianca Sforza. D’accordo, ma di quale Bianca Sforza stiamo parlando?

(continua…)